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Il diritto di migrare, il reato di migrare

17 luglio 2017

Si può tenere come promemoria questa frase di Luigi Ferrajoli, giurista (da un’intervista al Manifesto del 14 luglio). Magari aiuta a mantenere la giusta distanza dai discorsi correnti e a capire un po’ meglio quel che sta davvero accadendo intorno a noi, con la nostra indifferenza e complicità.

“Vorrei ricordare che il diritto di migrare è il più antico diritto naturale teorizzato nel 500 da Francisco de Vitoria per giustificare la colonizzazione spagnola e lo sfruttamento dei popoli. Da allora è rimasto una norma del diritto internazionale che ha giustificato le rapine che l’Occidente ha fatto in tutto il mondo. Il diritto di migrare è stato un diritto universale riconosciuto a tutti, ma asimmetrico. Nel senso che solo gli europei potevano di fatto esercitarlo e non certo i popoli colonizzati. Oggi che il flusso migratorio si è ribaltato e sono gli altri popoli a migrare, questo antico diritto è stato rimosso e il suo esercizio è stato convertito nel suo opposto, in un reato. Le leggi odierne sull’immigrazione esibiscono questa eredità razzista”.
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