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La malafede italiana alla Corte di Strasburgo

9 aprile 2017

La notizia è stata recepita con una certa enfasi ed accolta come un segno di cambiamento, in realtà l’accordo stretto fra lo stato italiano e un gruppo di sei cittadini torturati nella caserma di Bolzaneto nell’ambito della procedura aperta davanti alla Corte europea per i diritti umani non aggiunge niente a un quadro già definito.

diazL’Italia – questo la novità secondo alcuni media e alcuni commenti – avrebbe riconosciuto le proprie responsabilità ammettendo che si trattò di un caso di tortura e in aggiunta avrebbe promesso di intervenire per adeguare l’ordinamento alla necessità e prevenire gli abusi di potere e punirli in modo corretto.

In verità non c’è alcuna novità nella posizione del governo italiano, che resta del tutto inadempiente rispetto alle prescrizioni della Corte europea contenute nella sentenza Cestaro dell’aprile 2015 (si può credere a chi promette di fare in un prossimo futuro ciò che avrebbe dovuto  fare nei due anni passati?). Quanto al riconoscimento che a Bolzaneto fu praticata la tortura, ci sono le sentenze che parlano, definitive dal 2013.

Qui la mia intervista uscita sul Manifesto nelle quale commento la notizia del patto fra lo stato italiano e sei ricorrenti

Guadagnucci: “Applicate la sentenza, è l’unico risarcimento”

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