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Il nazismo, dimensione immortale dell’uomo

19 gennaio 2017

C’è questa frase di Anna Maria Ortese, tratta dal libro “Piccole Persone” (Adelphi 2016) che raccoglie gli interventi della scrittrice dedicati agli animali, che dà molto da pensare:

0b014caaee383c2ef1f6f317ebb84a04_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy“Il nazismo non è affatto un momento storico, ma una dimensione immortale dell’uomo, e lo prova il fatto che, mancando le occasioni di esercitare il proprio potere su uomini inermi, lo si esercita a freddo sui figli inermi della natura”

E’ sempre difficile, e può risultare equivoco, accostare l’oppressione e la sofferenza degli animali alle uccisioni di massa praticate nella storia recente, Shoah in testa, ma il libro di Charles Patterson, “Un’eterna Treblinka”, che approfondisce proprio questo tema, ha legittimato simile connessione. Perciò la frase della Ortese è degna d’essere considerata e meditata.

Ne parleremo sabato 21 a Firenze durante la presentazione di “Era un giorno qualsiasi” nell’ambito di un ciclo organizzato dalla redazione del programma radiofonico Restiamo animali. Può sorprendere che in ambito animalista si presenti un libro dedicato alla strage di Sant’Anna di Stazzema, in vista oltretutto della Giornata della memoria, che ricorre il 27 gennaio (data dell’ingresso dell’Armata Rossa nel campo di sterminio di Auschwitz).

FIRENZE, SABATO 21 GENNAIO – LA LOCANDINA

Non c’è però da stupirsi e non perché il sottoscritto è fra i fondatori del programma nonché autore del libro il cui titolo ha dato il nome alla trasmissione. Il nesso è proprio nelle cose accadute e nelle riflessioni che ne sono scaturite. In questo passaggio di “Era un giorno qualsiasi” viene esplicitato:

“Quando risalii a Sant’Anna con l’Angiò per cercare la mamma, ricordo il corpo di una mucca vicino alla Vaccareccia, era uno degli animali allontanati dalle stalle per fare posto alle persone. Dovevano averla uccisa a fucilate. Era caduta di traverso fra un ciglio e l’altro, a testa in basso, le zampe posteriori scomposte in aria a mezz’aria. Un’immagine penosa”

In questa luce è possibile parlare di un episodio drammatico della storia italiana del ‘900 senza aver paura di affrontare il tema di fondo, assai poco considerato in tutti questi anni e cioè le radici della violenza, il cuore nero della guerra, quella spinta all’annientamento dell’altro, alla distruzione di vite considerate poco degne d’essere vissute che portò mucche e bambini, pecore e adulti a condividere la stessa sorte.

Pensare a Sant’Anna di Stazzema e alle stragi nazifasciste in questa chiave, più larga e più problematica del consueto, implica un ripensamento della memoria,  un’aggiunta ai temi solitamente considerati.

“Era un giorno qualsiasi”

CL249x168_11360-1UNA RECENSIONE SU MANGIALIBRI

UN’INTERVISTA PER RADIO ARTICOLO 1

 

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