Skip to content

Il somalo (morto nel rogo) e il cinese (Ai Wei Wei)

12 gennaio 2017

A Firenze da qualche mese è in corso una mostra dedicata all’artista cinese Ai Wei Wei, una mostra dedicata al tema della libertà (Ai Wei Wei è considerato in patria in dissidente e ha passato un periodo in carcere). L’impatto della mostra è assai visibile in città, per via di quei gommoni color arancione piazzati sulle facciate di Palazzo Strozzi, a ricordare – almeno ai più attenti – la tragedia dei migranti che vediamo affondare nel Mediterraneo emettendo al più un sospiro d’impotenza.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ieri a Firenze, anzi a Sesto Fiorentino, comune limitrofo, si è consumata l’ennesima tragedia: Ali Muse, 44 anni, richiedente asilo di nazionalità somala, è morto nell’incendio del capannone abbandonato nel quale aveva trovato rifugio, insieme con altre persone nella sua stessa condizione: “vite di scarto”, per dirla con Zygmunt Bauman, da poco defunto.

Medici per i diritti umani – la ong che segue le persone di cui nessuno si cura – ha detto che quella di Ali Muse è stata “una morte annunciata”, essendo note a tutti le proibitive condizioni di vita di decine di profughi e richiedenti asilo intorno alla “città più bella del mondo”, secondo lo slogan di un recente sindaco fiorentino.

Qualcuno, spinto dal dolore e dalla rabbia, ha pensato di connettere la mostra in corso nel salotto rinascimentale della città e la sua “denuncia”, con quanto concretamente avviene nelle neglette periferie della medesima città e si è così deciso di occupare simbolicamente il cortile di Palazzo Strozzi, nel tentativo disperato di far capire a tutti noi cittadini quanto è falsa e ipocrita la vita che conduciamo, spettatori inermi e incapaci di reagire di fronte alle ingiustizie che abbiamo sotto gli occhi.

Per qualche ora i gommoni color arancione di Palazzo Strozzi hanno acquisito un senso concreto e tangibile che può essere capito da chiunque non voglia voltarsi dall’altra parte. Il senso d’impotenza magari non scompare, ma bisogna scuotersi e non rassegnarsi al clima d’indifferenza e d’odio che ci circonda.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: