Skip to content

#perchéno / 3. Tecnocrazie e accentramento vs partecipazione

29 novembre 2016

Sul numero di novembre di Altreconomia Luca Martinelli racconta la storia di un progetto di estrazione petrolifera a Carpignano Sesia, nel novarese. L’Eni vorrebbe scavare un pozzo perché si stima che nel sottosuolo (a quattromila metri!) vi sia una discreta quantità di greggio , circa 80 milioni di barili, l’equivalente del fabbisogno italiano di soli due mesi, ma con un valore di mercato valutabile quattro miliardi: quanto basta per avvertire l’inebriante odore di profitto.

Il pozzo, tuttavia, avrebbe un forte impatto sul paesaggio e metterebbe a rischio falde acquifere vitali, per cui sono nati comitati di cittadini che si oppongono al progetto, avversato anche da amministrazioni locali. Ma l’iter è partito e le procedure, con il cosiddetto decreto Sblocca-Italia, tendono ormai a favorire chi vuole realizzare opere del genere, a scapito delle opzione di tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute pubblica.

Comitati e Comuni nel novarese sanno dunque di dover lottare per sventare il progetto dell’Eni, a loro avviso dannoso (nel senso che i ricavi previsti non valgono il danno permanente arrecato), ma ora devono temere anche l’esito del referendum del 4 dicembre, poiché la riforma costituzionale Renzi-Boschi prevede un forte accentramento dei poteri decisionali in capo al governo a discapito delle Regioni. E’ la parte della riforma denominata con un beffardo eufemismo “riordino delle competenze”.

resole

Luigi XIV di Borbone, il Re Sole

Le Regioni, se la riforma entrerà in vigore, perderanno alcune importanti competenze e in aggiunta ci sarà da fare i conti – il punto che riguarda casi come quello di Carpignano Sesia – con la cosiddetta “clausola di supremazia”, cioè la facoltà concessa al governo centrale di avocare a sé le competenze spettanti alle Regioni quando lo richieda la “tutela dell’interesse nazionale” e va da sé che sarebbe il governo stesso a decidere se sussistano o meno tali estremi.

La “clausola di supremazia” è un grimaldello preteso in nome di un’idea di “governance” – giusto per usare un termine caro alle tecnocrazie – che permetta allo stato di agire come farebbe un’azienda, saltando le fastidiose ingerenze di soggetti terzi, come i cittadini riuniti in comitati – anzi “comitatini” come qualcuno, sprezzantemente, li chiama – o come Regioni e Comuni.

Si ritrova in quest’idea aziendalista dello stato una derivazione diretta dell’ideologia neoliberale, che teorizza la necessità di avere apparati statali snelli e capaci di decidere in fretta e in favore delle attività economiche e del mercato.

L’idea dell’accentramento dei poteri nell’autorità statale è tipica – da sempre – della cultura politica della destra ma col tempo – nel trionfo del neoliberismo – si è imposta come luogo comune del pensiero unico coltivato e condiviso dalle élite dirigenti dei paesi occidentali e dunque non sorprende più di tanto che la supremazia del governo nazionale sugli enti locali (e sul parlamento) sia stata inclusa nella riforma Renzi-Boschi, che al pensiero (unico) corrente si sipira dichiaratamente.

E tuttavia si tratterebbe – una volta approvata – di un’involuzione del nostro sistema istituzionale e più ancora dell’abbandono di un’idea di democrazia fondata sul decentramento e la distribuzione del potere, in modo da favorire la partecipazione dei cittadini. E in fondo proprio questo è il punto: siamo di fronte a una riforma che ha per parole d’ordine governabilità, efficienza, rapidità, termini mutuati dal lessico dell’impresa, e non vede di buon occhio la partecipazione dei cittadini e la condivisione del potere pubblico.

Annunci
2 commenti leave one →
  1. mily permalink
    3 dicembre 2016 17:34

    In ogni posto dove hanno potuto esprimersi, i cittadini hanno dato ultimamente una bella spallata al sistema globalizzato neoliberista, a volte con clamorose svolte verso un nazionalismo acceso. Domani tocca a noi: in realta’ nessuno sa quali saranno gli esiti del nostro voto e come diventera’ l’ Italia di domani. E tuttavia si deve dare un altro messaggio antineoliberista…
    Ai posteri l’ardua sentenza.

  2. mily permalink
    3 dicembre 2016 17:35

    Tantissimi- issimi issimi auguri di buon compleanno : ) 🙂 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: