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La denuncia di Amnesty va presa sul serio. E sui manganelli elettrici…

3 novembre 2016

Amnesty International, in un suo specifico rapporto, ha denunciato abusi, violenze, umiliazioni inflitti da esponenti delle nostre forze dell’ordine ad alcuni migranti e richiedenti asilo nel cosiddetto “sistema hotspot”. I media hanno riportato la notizia, visto il credito di cui gode l’organizzazione, ma la reazione è stata  a senso unico, con un deciso rifiuto delle denunce. “Siamo un paese democratico”, “i nostri agenti non fanno certe cose”, “non siamo il paese della tortura” e così via: le frasi e l’indignazione di facciata sono le stesse ascoltate tante volte, dal G8 di Genova in poi. Si accusa magari Amnesty di esagerare, si mette in dubbio la veridicità delle denunce e il caso è chiuso, senza scendere nello specifico, senza dubitare di nulla.
schienaQuest’attitudine a minimizzare, se non a negare, abusi, falsi e vessazioni, in qualche caso anche di fronte all’evidenza (vedi i casi Diaz e Bolzaneto del 2001 a Genova) ha avuto esiti catastrofici per la credibilità delle nostre forze dell’ordine.

Sugli abusi commessi durante il G8 genovese si è cercato di soffocare le inchieste e far dimenticare tutto, garantendo una granitica copertura politica ai vertici delle forze di polizia (e in qualche caso agli stessi imputati), ottenendo risultati disastrosi: la magistratura è riuscita a concludere le sue inchieste e i tribunali hanno scritto parole pesantissime sulle torture inflitte a cittadini inermi e sulle falsificazioni compiute per arrestare senza motivo decine di persone. Funzionari di altissimo livello sono stati condannati e sospesi dai pubblici uffici e i giudici hanno scritto chiaramente di dover infliggere pene lievi a causa dell’assenza nell’ordinamento di una specifica legge sulla tortura (legge peraltro avversata dalla forze dell’ordine e tuttora inesistente).
La già bassa credibilità del nostro sistema di sicurezza è stata ulteriormente minata dalla condanna inflitta nell’aprile 2015 all’Italia dalla Corte europea per i diritti umani, nel  caso Cestaro, relativo alla vicenda Diaz, esplicitamente definito dalla Corte “caso di tortura”. L’Italia è stata giudicata “strutturalmente incapace” di tutelare i diritti fondamentali e tuttavia, passato un anno e mezzo, nessuna delle misure consigliate dalla Corte a fini preventivi è stata presa: né l’allontanamento degli agenti condannati; né l’introduzione di una legge sulla tortura; né l’obbligo per gli agenti di avere sulle divise codici di riconoscimento personale.
Di fronte al caso hotspot, visti questi desolanti precedenti, sarebbe più saggio – e più utile alla credibilità delle nostre istituzioni – prendere sul serio le denunce e compiere le opportune verifiche in vista di eventuali provvedimenti, invece di respingere sdegnosamente il rapporto di Amnesty International.

E a chi indica indignato quanto sia poco credibile un dettaglio contenuto nel rapporto – l’uso di manganelli elettrici – consiglio di dare un’occhiata alla foto riprodotta qui accanto: raffigura la schiena del sottoscritto, in uno scatto di fine luglio 2001, dieci giorni dopo il pestaggio che mi capitò di subire alla scuola Diaz: oltre agli ematomi, sulla spalla sinistra si nota una crosticina perfettamente circolare, frutto, come certificato da un dermatologo, di una scossa elettrica, inflitta durante il pestaggio da uno degli agenti, munito, evidentemente, di un manganello elettrico, che non era nella dotazione ufficiale della polizia italiana, ma che, altrettanto evidentemente, veniva tollerato.

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2 commenti leave one →
  1. Raffaella B. permalink
    4 novembre 2016 16:00

    Buongiorno.Ho letto il suo articolo e naturalmente ho visto la sua fotografia.Non è la prima che vedo.Indignarsi è poco.Io sono schifata per tutto questo.Legalizzare la tortura e le armi ad essa preposte,è uno dei tanti segni che siamo ad un punto di non ritorno.Non viviamo in uno Stato sicuro,in cui sentirci protetti e difesi dalla legge;perché la legge è sottoposta alla politica.Non mi sento insicura perché ci sono immigrati,ma per questo sistema fascistoide,mascherato da democrazia.Temo per me,mio figlio,per tutti.Tutto quello che accade è lo specchio di una parte dell’Italia.Pensiero primitivo e volgare.Machismo e conseguente complesso d’inferiorità.Valori perduti.Auguriamoci un miracolo. Grazie per il suo articolo.

  2. mily permalink
    23 novembre 2016 21:00

    😢❤

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