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Quel filo rosso che lega Sant’Anna di Stazzema & Genova G8

6 ottobre 2016

Due nuovi appuntanti venerdì 7 e sabato 8 ottobre con “Era un giorno qualsiasi”.

A Genova (Biblioteca Berio, ore 17) è in programma una discussione decisamente speciale, con due personaggi che compaiono nel libro e che sono all’origine di due casi giudiziari fra i più importanti, non solo per la vicenda narrata nel libro, ma per la storia recente del nostro paese.

Marco De Paolis, oggi procuratore militare a Roma, è stato il pm che ha istruito e portato fino alla sentenza definitiva, il processo della Spezia per Sant’Anna di Stazzema, sbloccando una paralisi giudiziaria che durava da sessant’anni. Enrico Zucca è il pubblico ministero che ha condotto una delle inchieste più difficili degli ultimi anni, contro i funzionari e dirigenti di polizia responsabili delle violenze e dei falsi alla scuola Diaz, durante il G8 di Genova nel 2001.

I due magistrati hanno almeno un elemento in comune: per motivi diversi, sono entrambi degli outsider. Il primo, De Paolis, cominciò proprio alla procura militare della Spezia e con l’inchiesta su Sant’Anna di Stazzema la sua carriera da pubblico ministero: prima, non aveva mai condotto alcuna inchiesta, essendo stato giudice per le udienze preliminari. L’entusiasmo e la creatività del neofita lo hanno portato a condurre un’inchiesta complicatissima e a terminare il processo (altri sarebbero seguiti, relativi ad altre stragi), lasciando una traccia destinata a rimanere nella storia giudiziaria del nostro paese.

Enrico Zucca si è trovato a dover combattere non solo con le aspettative – diciamo così – di clemenza da parte degli apparati di polizia, ma anche con le  forti resistenze del sistema giudiziario e delle istituzioni politiche: portare a termine, e con successo, cioè con condanne passate in giudicato,  un’inchiesta contro i massimi dirigenti di polizia, è un fatto inedito nella storia d’Italia.

De Paolis e Zucca sono accomunati anche dalla scelta compiuta al momento di sostenere l’accusa nei rispettivi processi: anziché cercare di individuare i responsabili degli atti materiali di violenza, hanno messo sotto processo le catene di comando dei rispettivi episodi. Perciò Zucca, nel processo Diaz, ha fatto riferimento alla sentenza per Sant’Anna di Stazzema (all’epoca già passata in giudicato), suscitando  un certo scandalo.

Sant’Anna di Stazzema e Genova sono i due poli storici, fisici e anche mentali attorno ai quali è costruito “Era un giorno qualsiasi”. Due episodi di violenza pura, estrema, del potere verso “corpi che non contano”, verso vite altrui indegne di rispetto e tutela…

GENOVA E FIVIZZANO – LUOGHI E ORARI 7 E 8 OTTOBRE

Sabato 8 doppio appuntamento a Fivizzano, luogo simbolo come pochi altri della guerra ai civili condotta dalle SS lungo e oltre la linea Gotica. La strage di Vinca di fine agosto ’44 è stata la più nota ed efferata: quattro giorni di caccia all’uomo da parte delle SS guidate dal famigerato maggiore Reder. Basta dare un’occhiata all’Atlante delle stragi nazifasciste per comprendere quanto Fivizzano sia stata stravolta dal passaggio dei reparti delle SS. E’ da luoghi come questo (e come Sant’Anna, come Monte Sole) che potrebbe e dovrebbe partire un discorso nuovo sulla memoria delle stragi: un discorso radicalmente nonviolento, di revoca di qualsiasi legittimità allo strumento della guerra, divenuto invece prassi quotidiana, addirittura ovvia secondo governi, parlamenti e grandi media, prigionieri politici e mentali del motto thatcheriano “There is no alternative”.

Il tutto avviene nonostante gli orrori che si ripetono e i fallimenti che si rincorrono: nemmeno la recente clamorosa sconfessione – da parte di una commissione nominata dal parlamento britannico – di Tony Blair per l’attacco all’Iraq del 2003 è bastata per riaprire un discorso sul senso e la legittimità dei conflitti che i paesi occidentali, cioè noi, conduciamo in giro per il mondo o nei quali siamo in qualche modo coinvolti: dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Siria allo Yemen all’Ucraina.

L’incontro di Fivizzano sarà doppio: al mattino per le scuole, nel pomeriggio per la cittadinanza.

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