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L’intifada irachena ignorata dai media

30 maggio 2016

Qualcosa succede anche nei paesi più martoriati da guerre inutili e fallimentari, in questo caso l’Iraq. C’è sempre un’altra via, una possibilità di uscire da logiche di potere fini a se stesse. Dovrebbe essere un insegnamento per le persone comuni; un ammonimento per i potenti che ancora oggi pensano di risolvere crisi e situazioni difficili inviando navi da guerra, droni, truppe speciali più o meno mascherate da “consiglieri militari”.

Pace in Medio Oriente. Non sarebbe un miraggio se cessassero le politiche neocoloniali. Messaggio di solidarietà dal Convegno tenutosi alle Piagge a Firenze.

walls2I partecipanti al convegno “Guerre e Terrorismi in Medio Oriente. Alternative?” organizzato per il 28 maggio dalla Comunità delle Piagge, Fucina per la Nonviolenza, Pax Christi hanno inviato un caloroso messaggio di saluto e incoraggiamento agli attivisti e ai cittadini iracheni protagonisti della “intifada” di Baghdad iniziata il 30 aprile scorso e che ha portato centinaia di migliaia di persone a violare la “green zone”, a superare gli sbarramenti di cemento e filo spinato, ad occupare la sede di un parlamento che non è capace di uscire dal vicolo cieco delle divisioni etniche, causa prima e strumento colonialista di disgregazione del paese.
Le immagini proiettate durante il convegno di una massa senza fine di persone che occupano in maniera pacifica e nonviolenta le sedi del potere e chiedono la fine di politiche succubi ad interessi altrui, la nascita di una vera democrazia, l’avvento delle pace dopo decenni di guerra, sanzioni, sofferenze inumane, sono state molto emozionanti.
Nel dibattito seguito all’intervento di Ismaeel Dawood è stato stigmatizzato con stupore come sia stato possibile che un evento tanto importante possa essere stato ignorato dai media italiani che si ricordano del Medio Oriente solo per dare l’immagine di un paese disgregato, senza una coscienza civile che invece è vivissima e chiede con forza di vivere in pace e giustizia.
Il dibattito tenutosi durante la giornata, arricchito dai contributi degli ospiti Ismaeel Dawood (associazione La’Onf, nonviolenza in arabo), Karim Metref (Istituto Sereno Regis), Ermete Ferraro (MIR Napoli), Giulia Chiarini (Coordinamento Toscano per il Kurdistan), è stato quanto mai stimolante ed ha evidenziato come le politiche di divisione settaria di un territorio che da millenni è multireligioso e multiculturale, sono strumento di politiche colonialiste che impongono guerra e ingiustizia. Stimolare la coscienza civile e nonviolenta ben presente in tutta l’area – emergente con chiarezza nel Kurdistan – sarebbe la via maestra per riportare la pace nell’area martoriata da troppo tempo.

Comunità delle Piagge
Fucina per la Nonviolenza
Pax Christi

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