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Con Enrico Zucca, dalla parte della Costituzione

9 giugno 2015

Siamo profondamente turbati per la notizia del possibile avvio di
un’azione disciplinare nei confronti del  pm nel processo Diaz  e
vogliamo dire ai ministri Alfano e Orlando e allo stesso capo della
polizia che dovrebbero essere grati al dottor Zucca per l’enorme
contributo che egli ha saputo dare in questi anni alla credibilità
delle nostre istituzioni.

Il dottor Zucca, con i colleghi che lo hanno affiancato nelle
inchieste e nei processi, è stato un esempio di lealtà e valore
professionale, come le sentenze sul caso Diaz e il pronunciamento
della Corte europea per i diritti umani dimostrano al di là di ogni
dubbio. Quelle sentenze hanno salvato l’onore delle nostre
istituzioni, che si erano rivelate incapaci di riconoscere le proprie
responsabilità e di schierarsi dalla parte dei  cittadini sottoposti a
tortura.

diazMentre alcuni tentavano di fermare le inchieste e di ostacolare i
processi o voltavano la testa dall’altra parte, pur sapendo quanto la
vicenda Diaz sia stata lesiva per l’immagine della polizia italiana
agli occhi del mondo, il dottor Zucca e i suoi colleghi hanno lavorato
per accertare le responsabilità di ciascuno e garantire l’esercizio
dell’azione giudiziaria, rendendo così un servizio fondamentale al
nostro paese e ai suoi cittadini.

L’onore della polizia, perduto nella notte della Diaz e per le
falsificazioni sistematiche che sono seguite, si tutela solo
attraverso la trasparenza, l’assunzione di responsabilità, il rispetto
delle sentenze e degli impegni internazionali.  Non ci sono altre
strade. Il silenzio, il rifiuto delle critiche, le promozioni degli
indagati,  la protezione indiscriminata garantita agli imputati, gli
ostacoli frapposti all’esercizio dell’azione giudiziaria hanno
arrecato un grave danno all’immagine della polizia italiana.

Le sentenze  hanno offerto l’occasione per invertire la rotta e
rivolgersi ai cittadini a testa alta, prendendo i provvedimenti che il
dottor Zucca ha  sollecitato – e noi con lui – nei suoi recenti
interventi, a partire dalle chiare e perentorie indicazioni della
Corte di Strasburgo, messe nero su bianco non più tardi di due mesi
fa, con giudizio unanime dei sette giudici europei.

Se la risposta a queste sacrosante valutazioni e richieste fosse
l’avvio di un procedimento disciplinare per il magistrato che ha osato
ricordarle, ci troveremmo di fronte a un ulteriore, gravissimo
arretramento; sarebbe un attacco ingiusto e immotivato a un fedele
funzionario dello stato, a un magistrato che ha saputo svolgere il suo
compito con onore e lealtà, in condizioni di straordinaria difficoltà

Siamo allarmati per l’iniziativa del ministro Alfano e del capo della
polizia Pansa, un atto  privo di presupposti che conferma
indirettamente quanto siano fondati i limiti evidenziati dalla stessa
sentenza di Strasburgo, perciò esprimiamo la nostra più profonda
solidarietà e gratitudine al dottor Zucca.

Lorenzo Guadagnucci e Enrica Bartesaghi (Comitato Verità e Giustizia per Genova), Vittorio Agnoletto (già portavoce del Genoa social forum)

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