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Non addomesticate Galeano

14 aprile 2015

Eduardo Galeano è stato uno dei pochi “intellettuale globali” del nostro tempo, uno dei pochi – soprattutto – a rimanere fuori da quel sistema di potere che domina il mondo. E’ stato uno scrittore politico, capace di aggiornare il suo pensiero, la sua lettura del mondo, con l’acume del letterato e la passione dell’attivismo.

I media italiani, nel ricordarlo, si soffermano principalmente sulla sua passione per il calcio e i mirabili testi che gli ha dedicato e danno del suo pensiero e della sua azione una versione piuttosto edulcorata. C’è chi mette in risalto la sua critica allo statalismo, chi sorvola sulle sue prese di posizioni riguardanti le guerre americane, Cuba o Gaza e dimenticando, in modo particolare, la sua critica corrosiva alla società dei consumi e alla sua perdita di senso. Un tentativo di addomesticamento post mortem che dice più di chi scrive che non di Galeano.

Il suo giornalismo, i suoi libri, i suoi interventi erano così lontani dalla cultura dell’intrattenimento oggi prevalente, che diventano difficilmente maneggiabili dal giornalismo contemporaneo e dai suoi interpreti più noti. Meglio allora limitarsi al calcio e alle prese di posizione compatibili col pensiero dominante. Ma Galeano è uno scrittore che ha messo a nudo con forza, e con poesia, lo strapotere dell’economia sulla società; è stato fra i primi a parlare di neoliberismo e a denunciare il ruolo oppressivo di enti sovranazionali come Fondo Monetario e Banca Mondiale.

I suoi libri andrebbero letti di continuo, un paragrafo alla volta, un ritratto alla volta, giorno per giorno. La sua opposizione al potere e ai suoi inganni è stata una costante del suo fare, come la sua capacità di sentirsi fratello delle persone e dei movimenti in lotta per un “mondo diverso possibile”, espressione che si trova in un suo testo prima che diventasse lo slogan del primo Forum sociale mondiale a Porto Alegre.

A quel Forum Galeano c’era e il suo intervento fu fra i più emozionanti e acuti che ci capitò sentire. Ne ho ritrovato traccia in un articolo che scrissi all’epoca. SI soffermò sul tema del cibo e osservò fra l’altro (nell’articolo pubblicato questa parte fu tagliata) che “più che mangiare, siamo mangiati dal cibo che ci impongono…” Galeano a quel tempo era fra i sostenitori più attivi del movimento zapatista in Chiapas e anche questo è stato dimenticato negli articoli usciti oggi.

La perdita di Galeano ci lascia tutti più poveri.

“L’OBBEDIENZA GLOBALIZZATA NON E’ PIU’ UNA VIRTU'” – Gennaio 2001

ADDIO A GALEANO, POETA DELL’UTOPIA – Aprile 2015

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One Comment leave one →
  1. 23 aprile 2015 12:49

    se legge lo spagnolo, a me è successo questo
    saluti
    http://goo.gl/Xqnp1t

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