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Il paradosso del medico di Bolzaneto e la legge sulla tortura

21 marzo 2014

La notizia è questa. Giacomo Toccafondi, responsabile dell’infermeria della caserma-carcere di Bolzaneto durante il G8 di Genova del 2001, e ritenuto responsabile di una serie di abusi (ha beneficiato della prescrizione ma è stato condannato a risarcire sul piano civile le numerose vittime) è stato licenziato dalla Asl 3 della Liguria, di cui era dipendente fino a qualche giorno fa.

La sospensione di Toccafondi e degli altri medici finiti sotto processi era stata chiesta alcuni anni fa dal Comitato Verità e Giustizia per Genova e altri soggetti, per una semplice ragione di buon senso: si trattava di tutelare la credibilità della sanità penitenziaria e di salvaguardare, in linea di principio, l’integrità etica e professionale dello stato. Le sospensioni non ci sono state, così come è avvenuto per i numerosi agenti, funzionari e dirigenti processati e poi condannati nei processi Diaz e Bolzaneto.

Ora Toccafondi – caso unico nel post Genova G8 – è stato licenziato. Una decisione che getta un fascio di luce terribile  sulle inadempienze precedenti  e che dà da pensare circa l’inerzia dell’Ordine dei medici, che in tanti anni non ha avuto il coraggio, l’onestà intellettuale e civile di intervenire in una materia che riguarda molto da vicino l’etica medica.

Questo è il mio commento apparso sul Manifesto di oggi.

IL PARADOSSO DEL DOTTOR MIMETICA

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