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No alla legge Renzi-Berlusconi, Lista Tsipras ci sei?

17 marzo 2014

La legge elettorale Renzi-Berlusconi, detta “Italicum”, è uno degli atti politici (ancora in fieri) più nefasti degli ultimi anni. Lede gravemente il principio di uguaglianza del voto; punta a mettere fuori gioco opposizioni e minoranze consistenti (in sostanza milioni di elettori, viste le soglie di accesso dell’8 e del 12%); vuole imporre un bipolarismo forzato; intende affidare maggioranza e governo a forze politiche minoritarie nel paese. L’obiettivo generale è chiaro: bloccare il sistema politico sull’asse della grande intesa centrodestra-centrosinistra, affossando una volta per sempre la sinistra e confidando nella consunzione del Movimento 5 Stelle. Nel futuro si immagina un confronto/alternanza fra partiti assai simili fra loro, il renzismo da una parte, il post berlusconismo dall’altra.

Sono cose note, messe in luce in particolare da alcuni costituzionalisti che non si lasciano incantare dalla retorica della governabilità, retorica oltretutto basata su considerazioni risibili, se si pensa che il maggioritario e il bipolarismo forzato hanno già dimostrato di condurre a disgregazioni e fallimenti, poiché tendono ad aggregare forze disomogenee e quindi pronte ad unirsi per convenienza prima del voto, salvo separarsi subito o poco dopo (vedi le esperienze dei governi Prodi e ancor più Berlusconi).

La legge Renzi-Berlusconi promette di trasformare una volta per tutte il sistema della rappresentanza e dobbiamo chiederci perché la discussione sia così tranquilla, così poco contestata nel paese, al punto che il dibattito in parlamento e nei media si è concentrato sulla questione di genere, del tutto secondario rispetto alla gravissima distorsione dovuta all’impianto della legge. La stessa questione delle liste bloccate versus preferenze è un tema minore rispetto alle forzature delle maxi soglie d’accesso e del ballottaggio fra le due maggiori coalizioni nel caso che nessuna superi il 37% dei voti al primo turno.

Perché non si lancia una mobilitazione popolare contro questa legge elettorale, finché siamo in tempo? Perché la Lista Tsipras non usa la sua visibilità nella campagna elettorale per le Europee al fine di condurre questa battaglia di democrazia e di libertà? Perché non si dice che la Renzi-Berlusconi è un attentato alla democrazia rappresentativa, una vessazione verso le minoranze politiche? Perché non se ne denuncia la natura strumentale e antidemocratica? Perché non si dice che i due leader politici sono mossi da un intento di sopraffazione, da una visione sbrigativa e autoritaria della democrazia?

Il Movimento 5 Stelle si è espresso chiaramente sul tema della legge elettorale, esprimendo la sua preferenza per il proporzionale, l’unico sistema – va detto – adatto a recuperare la fiducia degli elettori da anni e anni in fuga dalle urne (in Sardegna alle regionali si è superato di poco il 50% di partecipazione). Ma anche il 5 Stelle esista a lanciare una vera campagna popolare. Perché la sinistra non alza la bandiera del no alla Renzi-Berlusconi?

La Lista Tsipras, certamente, ha problemi di conduzione politica, essendo un’aggregazione elettorale messa insieme da un comitato di sei garanti (poi scesi a quattro), i quali hanno già compiuto il loro compito maggiore, cioè la composizione delle liste dei candidati. Ma se la Lista Tsipras intende avere un futuro anche dopo il voto alle Europee, quando il ruolo dei garanti sarà svanito e ciascun parlamentare valuterà come proseguire il proprio impegno, sarebbe utile avviare campagne politiche non effimere su temi di fondo. Il rifiuto del Fiscal compact, dell’austerity e del Trattato commerciale Usa-Ue sono sicuramente progetti forti e destinati a durare, ma la questione della democrazia rappresentativa e della sua eclissi non è da meno. Lista Tsipras, ci sei?

PS Da leggere sul tema questo articolo di Roberto Mancini, fra l’altro candidato della Lista Tsipras

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One Comment leave one →
  1. marco permalink
    18 marzo 2014 10:13

    Chiedo cosa fa la vera sinistra davanti ad una legge veramente golpista della democrazia?
    Cosa aspettiamo a farci sentire? Nessuno ricorda la legge Acerbo del 1924 che consegnò definitivamente il paese a Mussolini? l’ITALICUM è praticamente una copia se non peggio di quella legge, bisogna svegliarsi e reagire in tutti i luoghi possibili!!!!!!!!!!

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