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Luciano Gallino, il colpo di Stato di banche e governi e come si creano posti di lavoro

10 gennaio 2014

Luciano Gallino ha scritto negli ultimi anni alcuni dei libri più importanti per comprendere l’economia globalizzata e i guasti sociali connessi, dal fondamentale “Finanzcapitalismo” a “Con i soldi degli altri” e “La lotta di classe dopo la lotta di classe”. Il suo ultimo libro è un ulteriore affondo al pensiero unico neoliberista (che definisce a vocazione “totalitaria”) e un fortissimo richiamo all’urgenza di uscire dall’incantesimo che sta distruggendo lo stato sociale in Europa e la vita quotidiana di milioni di persone. Il titolo dice già molto: “Il colpo di Stato di banche e governi. L’attacco alla democrazia in Europa”.

Il testo è ricchissimo e va considerato un autentico manuale per la comprensione del presente. Tre punti chiave (che non esauriscono il testo):

1) l’attuale “crisi” (in corso ormai dal 2008)  ha origine nella finanziarizzazione dell’economia, nello strapotere accordato a banche e società finanziarie e nella scelta di accettare e sollecitare l’intervento dello Stato – altrimenti bollato come distorsione del mercato – al fine di salvare le banche dal crac; la vulgata secondo la quale “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità” e “lo stato sociale è stato troppo generoso” è una mera copertura propagandistica;

2) la gestione della “crisi” sta svuotando la democrazia dall’interno, rendendo impotenti parlamenti e governi, spostando la vera fonte dal diritto dalle leggi nazionali ai regolamenti europei (vedi la logica delle sanzioni), paralizzando la sovranità popolare;

3) la vera emergenza presente e futura è la disoccupazione ed è un’emergenza che non si può affrontare con gli strumenti del mercato, come si ostinano a pensare le maggiori forze politiche: gli stati devono assumere il ruolo di “creatori di posti di lavoro di ultima istanza”, indirizzando denaro verso lavori socialmente importanti di cui i privati non si occupano, dalla manutenzione del territorio e dell’edilizia pubblica a certi servizi sociali e di cura, contribuendo così anche a trasformare progressivamente il sistema economico.

20140110_173948Gallino fra le altre cose analizza l’origine dell’idea dell’homo aeconomicus diventata pervadente, secondo la quale non solo nel campo degli affari ma anche nella vita quotidiana ogni scelta è compiuta in termini di tornaconto e utilità, sulla base di calcoli e incentivi: è l’ideologia che sorregge il sistema neoliberista. Come si comprende da questi pochi cenni, Luciano Gallino – sociologo ottantenne di grande fama, scuola Olivetti – è un personaggio libero, che non canta nel coro dei “tecnici” regolarmente chiamati a confermare che “non c’è alternativa”, come diceva Margaret Thatcher ai suoi tempi.

Martedì 14 Luciano Gallino sarà a Firenze per il terzo incontro del ciclo “Firenze non è una merce”, alle 17,30 allo Spazio Alfieri in via dell’Ulivo.

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