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I Beni culturali come diritto e non come merce

11 ottobre 2013

In quest’intervista condotta da Concita De Gregorio, Tomaso Montanari offre una visione dei beni culturali – cioè il patrimonio monumentale, artistico, paesaggistico – coerente con lo spirito della costituzione e in piena antitesi con chi vorrebbe fare dei beni culturali il “petrolio della nazione” o un “giacimento da valorizzare”. Montanari dice molto chiaramente che le operazioni di marketing che oggi vanno per la maggiore, sono volte al profitto di pochi e alla creazione di piccoli monopoli, svuotando di senso l’articolo 9 della Costituzione. Montanari dice che il ministero dei Beni culturali non è il ministero delle pietre, ma un ministero che tuela i diritti del cittadino, come i ministeri della Salute, dell’Istruzione…

Montanari difende la dimensione pubblica nella gestione dei beni culturali, critica fortemente la logica della privatizzazione (spesso nascosta sotto l’etichetta di valorizzazione) e della moltiplicazioni di eventi e mostre, che finiscono per sostituire il valore formativo e identitario dei musei e del patrimonio storico e artistico della nazione. Le opinioni di Montanari, per quanto radicatissime nel dettato costituzionale, sono oggi in controtendenza rispetto alla vulgata mediatica e politica (vedi la sua totale contrapposizione al renzismo).

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