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Dicono che tutto è mercato e si sentono moderni: stanno svendendo la democrazia

26 agosto 2013

Servizio Rai sulla cultura e il turismo a Firenze, di non eccelsa qualità a dire il vero, causata da una condizione intrisa di luoghi comuni e piegata a una logica economicista da tre soldi. Spiccano però due elementi che lo rendono interessante: da un lato la superficiale demagogia del sindaco Matteo Renzi (con le sue mediocri e vuote sparate contro la burocrazia e gli slogan sul “vendere ma non svendere”) e le puntuali osservazioni di Tomaso Montanari, che porta il discorso sul tema vero: la supremazia della logica mercantile, che annulla il concetto stesso di bene pubblico e i princìpi affermati nella Costituzione.

Dicono che tutto è mercato, quindi a disposizione del ceto mercantile-finanziario dominante e si sentono moderni, quando in realtà stanno svendendo per due lire beni pubblici e culturali che ereditiamo dai secoli passati. L’idea della cultura come “petrolio dell’Italia” è l’applicazione perftta dell’idea che tutto sia merce e che tutto, ma proprio tutto debba essere privatizzato, cioè messo a disposizione di un ristretto numero di ricchissimi signori e fondi di investimento. In altre parole la svendita della democrazia.

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