Skip to content

I dogmi di Monti, la pochezza di Renzi (e intanto la Fiom aveva ragione)

15 settembre 2012

Le impressionanti affermazioni di Mario Monti sullo Statuto dei lavoratori dovrebbero fare aprire gli occhi a chi ancora considera questo professore della Bocconi come un “moderato”. Le sue tesi, cioè che le norme approvate in parlamento nel 1970 per “portare la costituzione sul posto di lavoro” come si disse all’epoca, avrebbero frenato la creazione di posti di lavoro, rientrano nella categoria dell’estremismo padronale, ma essendo espresse da un professore sono meglio ascrivibili alla logica del dogmatismo neoliberista. Del resto Monti non è nuovo a palesi dimostrazioni della natura fideistica dei suoi convincimenti economici, che tendono palesemente a prescindere dalla realtà (nei mesi scorsi ha pronosticato tassi di crescita del Pil altissimi come conseguenza delle sue misure di austerity!).

Monti è un bocconiano ben inserito nel gotha della finanza internazionale, in circoli come la Trilaterale, ed è stato fino a pochi mesi fa consulente per l’Europa di Goldman Sachs, centrale speculativa fra le maggiori del mondo. La sua adesione agli assiomi neoliberisti è assoluta e nonostante il titolo di professore (ma stiamo parlando di un docente che conosce e direi professa un’unica dottrina) sfida gli stessi elementi di conoscenza della realtà che gli studi economici mettono a disposizione. E’ infatti provato al di fuori di ogni possibile dubbio – lo sostiene addirittura l’Ocse, emanazione dei paesi più industrializzati – che non vi è alcuna correlazione fra minore  quantità dei diritti riconosciuti ai lavoratori e tasso di occupazione. Il nesso sostenuto dal professore è una pura astrazione teorica, un dogma della religione neoliberista che ha la sua vera ragion d’essere nel dichiarato obiettivo di circoscrivere l’area di influenza delle organizzazioni sindacali e di considerare il lavoro una merce come le altre. Punto.

E’ un modo di guardare alla società, si converrà, che non ha più dignità da almeno mezzo secolo e di sicuro dal 1970 in poi. Ma il neoliberismo, lo stiamo forse cominciando a capire, è un’ideologia che non guarda al futuro, bensì a pezzi di un passato – in questo caso la sottomissione assoluta del lavoratore – che si pretenderebbe di manovrare a piacimento. Mentre il professor Monti si lasciava andare a queste anacronistiche considerazioni, a Verona un “missionario del nuovismo” qual è Matteo Renzi pronunciava il suo discorso di investitura come candidato leader del centrosinistra e quindi in prospettiva candidato premier. Il suo intervento ha stupito per superficialità e pochezza nell’analisi della crisi economica globale. E’ parso anche ai meno ostili nei suoi confronti come un modesto patchwork di sentimentalismo da show televisivo, modi da convention Usa e parole d’ordine vaghe e di basso profilo (futuro, rottamazione, Europa). Il sindaco di Firenze pare davvero credere che un paio di slogan sul nuovo e il ricambio generazionale, un camper e il gusto per la battuta siano sufficienti per assumere il rango di statista.

Viene da pensare che la crisi politica del nostro paese sia anche, se non soprattutto, una crisi cognitiva. C’è un’enorme difficoltà a leggere il presente e a guardare alle cose per quello che sono. Sergio Marchionne, lodatissimo super manager, ha appena informato che il suo famoso mega piano di investimenti in Italia è ritirato. Quel piano, è bene ricordarlo, fu alla base del ricatto realizzato verso sindacati e lavoratori – meno diritti in cambio di lavoro -, ricatto reso possibile dall’appoggio del governo e delle maggiori forze politiche. Quel progetto parve ad alcuni assai azzardato e per lo più propagandistico – prevedeva di triplicare le vendite di auto Fiat nel già saturo mercato europeo – ma chi sostenne questa tesi, principalmente la Fiom, fu accusato di estremismo e ideologismo. Aveva clamorosamente ragione la Fiom. Ma nessuno glielo riconosce. E nessuno ammette di avere preso una clamorosa topica (compreso il giovane Renzi, che era con Marchionne “senza se e senza ma”).

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: