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Le scuse in questo caso non bastano

6 luglio 2012

Il capo della polizia Antonio Manganelli dice che è arrivato “il tempo delle scuse”. Poiché la richiesta di scuse è un gesto sempre apprezzabile, per quanto mi riguarda le accetto. Ma non mi è chiaro a che cosa si riferisca il dottor Manganelli.

Alle violenze alla scuola Diaz? O ai verbali falsi e alle prove costruite dagli agenti? O si riferisce al boicottaggio dell’inchiesta della magistratura, con il mancato riconoscimento del quattordicesimo firmatario del verbale d’arresto, con le liste incomplete degli agenti in servizio fornite alla magistratura, con il rifiuto di dare un nome e cognome all’agente con i capelli raccolti a coda di cavallo ripreso mentre picchiava una persona, con la sparizione delle bottiglie molotov, con gli accordi fra imputati e testimoni prima delle udienze in tribunale e via elencando? O magari intende chiedere scusa perché la polizia di stato ha permesso a 25 imputati su 27 di avvalersi della facoltà di non rispondere in tribunale alle domande dei pm? O forse, ancora, vuole chiedere scusa per le promozioni accordate agli imputati? O per non averli sospesi né al momento del rinvio a giudizio, né dopo le condanne di secondo grado?

E’ un elenco lunghissimo e definisce una storia di prepotenze continue. Il dottor Manganelli, a mio modesto avviso, farebbe miglior figura e darebbe un miglior servizio all’istituzione polizia, se si facesse da parte, rassegnando le dimissioni. E altrettanto dovrebbe fare il suo predecessore, Gianni De Gennaro, nel frattempo entrato addirittura a far parte del governo Monti. Insomma le scuse servono a definire il campo delle responsabilità e a riconoscere a ciascuno le rispettive ragioni, ma nel caso dei due capi della polizia che si sono succediti dal 2001 ad oggi, sono del tutto insufficienti. La sentenza del 5 luglio ha dato uno scossone alla polizia di stato e a quelle stanche forze politiche che hanno delegato alla magistratura ogni intervento sugli abusi commessi durante il G8 di Genova, avallando di fatto l’atteggiamento opaco e protervo della polizia.

E’ arrivato il momento di cambiare.

 

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