Skip to content

“Diaz” fra 2002 e 2012

14 aprile 2012

Un commento a caldo, subito dopo avere visto il film (grazie ad Alessandra Giannini). 

E un articolo che riprende gli stessi argomenti, chiesto da Micromega con oline: “Diaz, morte accidentale di una democrazia” (bel titolo!, che non ho fatto io)

Annunci
3 commenti leave one →
  1. 21 aprile 2012 15:47

    Ho letto gli articoli a riguardo di Diaz in questi giorni successivi alla sua uscita e condivido su molti punti da lei esposti, oltre che da altri di suoi colleghi.

    Solo una cosa: ritengo sia vero che occorra un’analisi più profonda di quella che il film abbia fatto. Ma il cinema, il teatro, o altre tipologie di espressione artistica, utilizzano un medium per far giungere delle emozioni. La scelta di usare la violenza non è limitante, perché utilizza un’immagine concreta, che non ha colori di bandiera e non è un ideale, un’astrazione come diceva Gaber.

    Parlare di politica (e di politici) in un periodo dove l’accezione della stessa è quasi sovrapposta a quella del termine “criminalità” è controproducente, perché il più delle volte si finisce in discorsi tra fazioni avverse, laddove il discorso non muore sul nascere perché “Non parlatemi di politica, che mi viene la nausea”. Il peso del crimine commesso marcisce sotto un terreno di supponenza, se non di ignoranza.

    La violenza del film permette di andare oltre, lasciando qualcosa a chi non ha passato quelle vicende e non ha la minimia idea delle sensazioni che si provano. Il punto non è più, secondo il mio modesto parere, se il regista non abbia parlato di questo o di quello. Il punto è se la gente non ne discute, se non si informa, se anche dopo due ore dove non fai che tenerti aggrappato alla sedia del cinema incazzato, impotente, non ti viene lo scrupolo di sapere.

    Io non ho dubbi che per molti varrà la regola dello “scandalo” di Fo. Però non ho dubbi che se c’è uno zoccolo duro che continua a martellare su certi punti, allora certe cose passeranno per forza. Non ho dubbi perché vedo con i miei occhi che chi in questi anni ha martellato in maniera sleale certi concetti ha vinto. L’unico modo per scardinare tutto questo è partire dal piccolo e soprattutto dalle cose concrete, da quello che tocca la gente comune.

    Spero di non aver divagato troppo e di non essere stato troppo confusionario.

    • guadagnucci permalink*
      22 aprile 2012 10:54

      Non credo che avrebbe nuociuto al film l’indicazione, se non dei nomi, almeno dei ruoli occupati allora e adesso dai dirigenti che parteciparono all’operazione. E nemmeno una spiegazione delle ragioni che portarono all’irruzione più attinente ai fatti emersi dalle inchieste (ragioni di immagine e di opportunità politica, testimoniati dal vice capo della polizia di allora in tribunale). Quanto alla questione più generale, temo che nemmeno stavolta i temi legati a Diaz e Genova G8 entrino nell’agenda politica: a giugno ci sarà la sentenza di Cazzazione e tutti si aspettano la cancellazione delle condanne o un rinvio in tribunale delle carte (con prescrizione a quel punto dietro l’angolo), in modo che tutti, ma proprio tutti, possano tirare un sospiro di sollievo, dopo essersi vilmente sottratti – i partiti, il parlalemento – al dovere di affrontare il caso Genova, cioè il caso polizia, cioè il caso libertà e diritti. Grazie per l’intervento. Lorenzo

      • 22 aprile 2012 11:10

        Anche questo è vero. Grazie a lei per la risposta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: