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Le brioches del professor Monti

2 febbraio 2012

Alla faccia della sobrietà. L’ultima uscita del professor Monti – secondo il quale i giovani devono dimenticarsi l’idea di un lavoro stabile e dovrebbero anche esserne contenti, così non si annoiano – è parente stretta della famosa affermazione della regina di Francia sui tumulti rivoluzionari: “Se non hanno pane, perché non mangiano brioches?“. Il professor Monti, con questa sua infelice sortita, mostra il suo volto più autentico, di alfiere del neoliberismo, di fiduciario di un sistema finanziario che sta causando un crac globale e cerca di gestirlo guidando i governi – nel caso italiano e greco con propri uomini – verso un’esasperazione di deregulation e attacco ai beni e servizi pubblici.

Il professor Monti, nel marasma che viviamo, vive di ampio credito nel paese, complice la resa della sinistra politica, la debolezza del sindacato e l’assoluta assenza di discussione pubblica sui temi cruciali: il debito, i diritti dei lavoratori, la effettiva democraticità delle scelte che si compiono. Il sistema mediatico italiano, servile per tradizione, controllato dai potentati economico-finanziari per evidenza oggettiva, ha grandi responsabilità sui silenzi che circondano le scelte del governo Monti e dell’Unione europea, che sta agendo sotto la ferrea guida di Angela Merkel.

Il risultato sono politiche da ultrà del neoliberismo: l’assenza di una controparte, di una proposta politica alternativa, rende possibili scelte estreme, che compromettono la stessa autonomia nazionale e la possibilità, anche in futuro, di immaginare scelte politiche diverse. Diventa anche possibile sostenere in pubblico, senza conseguenze, le scempiaggini dette dal professor Monti l’altra sera.

Il professore dovrebbe fare un bagno di umiltà e pensare alla monotonia del lavoro in fabbrica, o anche in molti uffici, o in innumerevoli situazioni di lavoro concreto, e rendersi conto che aggiungervi precarietà, o flessibilità come la chiama lui, non ha nulla di avvincente, di seducente, ma comporta un aggravio di sofferenza. Ma il professore vive e pensa su altri pianeti, nel mondo dei milionari e circondato da altri sacerdoti e adepti della sua stessa, feroce religione, il neoliberismo.

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