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Il “pacifismo” di San’Egidio ha davvero stancato

2 gennaio 2012

La lista infinita dei “pacifisti” che non vedono incoerenza fra questa definizione di se stessi e il sostegno a missioni militari d’ogni tipo, a quanto pare si allunga (ma più probabilmente è solo una conferma) con la Comunità di Sant’Egidio, che in questi giorni ha organizzato delle Marce per la Pace, salvo accettare, fra i numerosi sponsor delle proprie attività, il maggiore produttore italiano di armamenti – Finmeccanica -, e salvo avere al governo il proprio capo riconosciuto, Andrea Riccardi, cui è toccato il compito di fare da ministro-portavoce per annunciare che le missioni militari nelle quali l’Italia è impegnata saranno rifinanziate. Riccardi fa parte di un governo che sta tagliando duramente la spesa sociale, che si accinge a privatizzare servizi essenziali e che progetta di vendere fette consistenti del patrimonio pubblico, ma che non considera l’eventualità di tagliare drasticamente le ingenti – enormi – spese militari.

Si dirà che Riccardi e la Comunità di Sant’Egidio sono realisti, che non sognano impossibili utopie eccetera eccetera. E’ la retorica che è servita in questi anni a deridere ed emarginare chi si è opposto alle scellerate missioni di guerra intraprese dal nostro paese (sciocco servo di paesi ben più potenti): nemmeno il fallimento di queste intraprese militari, basate oltretutto su monumentali menzogne, ha indotto a chiudere nell’armadio degli arnesi inservibili simili professioni di “realismo”. Siamo di fronte, più… realisticamente, a forme di conformismo e di collateralismo al potere economico-politico corrente. Certi tentativi di tenere i piedi in più staffe, di predicare pacifismo e nonviolenza, ma sostenendo, o addirittura contribuendo, alle opzioni opposte, hanno davvero stancato.

Qui sotto il testo di una lettera aperta alla Cmunità di Sant’Egidio diffuso a Firenze.

 

Carissime amiche e carissimi amici della Comunità di S. Egidio,
abbiamo visto che avete organizzato per il 1° Gennaio 2012 una Marcia per la Pace in varie città d’Italia; a Firenze in particolare è stata legata al problema del razzismo, in solidarietà con la Comunità Senegalese  colpita, recentemente, dal barbaro assassinio che ha portato alla morte di due dei suoi membri ed al ferimento di altri tre.
Ma questa volta ci viene un dubbio. Come fa la Comunità di Sant’Egidio ad organizzare una marcia per la pace e la solidarietà quando, come risulta dalla stampa, la sua solidarietà va a braccetto con la vendita delle armi, accettando finanziamenti da una azienda come Finmeccanica? O quando il suo fondatore, Andrea Riccardi, come ministro dell’attuale governo, ha approvato il totale rifinanziamento delle nostre spese militari, e se ne è fatto addirittura il portavoce verso la stampa?
In questo  momento la crisi economica viene fatta pagare ai più poveri, e non si approfitta,  invece, di questa  per ridurre, almeno del 5%  ogni anno, come richiesto da varie organizzazioni nonviolente italiane, queste spese che, investite  nella società civile, porterebbero  sicuramente  un maggiore sviluppo ed una maggiore occupazione. Sarebbe  importante che si ricordasse ai ministri, colleghi del governo, la frase di Bonhoeffer: “Le armi uccidono anche se non vengono usate”. Come può un membro di un ente religioso come il vostro, approvare che il governo italiano continui a spendere enormi cifre per le armi e per le guerre (ad esempio in Afghanistan) e non le riduca invece per investirle nella società civile?
Perchè, invece di approvare il mantenimento delle spese militari attuali, non ci si adopera,  all’interno del governo di cui fa parte il Ministro Andrea Riccardi, perché questo prenda coscienza dell’assurdità di seguire questa strada e cerchi le strade per  cambiarla radicalmente?
E’ questo che chiede il mondo del volontariato e della solidarietà cui ci si vanta di appartenere. Solo se ci fosse stato un impegno in questo senso ci saremmo sentiti di partecipare, con gli amici senegalesi, alla marcia per la pace e la solidarietà da voi  promossa a Firenze.
La vostra comunità cristiana ricorda le parole di Gesù: “sia il vostro parlare sì, sì; no, no”? Alla guerra noi possiamo dire soltanto NO ed essere duri come pietre.
In attesa di un riscontro a questa nostra vi salutiamo cordialmente.

Promotori
Alberto L’Abate, Carlo Maria Boni, Tiziano Cardosi, Pietro Maffezzoli, Pierluigi Ontanetti, Mariapia Passigli

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3 commenti leave one →
  1. Paolo permalink
    20 gennaio 2012 18:20

    Grazie per questa lettera che chiede più coerenza a un’istituzione che si fa paladina della giustizia nel mondo ma che non ha mai conosciuto la coerenza, ma ha sempre preferito la via del compromesso e della “diplomazia”. Sembrano oramai lontani gli anni in cui citavano a piè sospinto Don Milani quando diceva: “fai strada ai poveri senza farti strada”; oggi di strada Riccardi sembra averne fatta eccome!

    • 13 febbraio 2013 01:04

      Con la “via del compromesso e della diplomazia” quelli Sant’Egidio hanno di fatto posto fine a diverse guerre e diverse crisi, cosa che non è riuscita neanche a governi né ad entità sovrastatali. Chiedetelo ai mozambicani se sono stufi di questo pacifismo. Chiedetelo agli albanesi, chiedetelo agli ivoriani. Se invece di fare tante dietrologie e tanti collegamenti arditi e conditi di omissioni (per esempio vi scordate di dire che il suddetto governo ha ridotto del 30% le spese militari approvate dai due governi precedenti, fra cui i famosi F35) faceste veramente un po’ di quel volontariato di cui avete la presunzione di farvi portavoce forse vi accorgereste che quelli di Sant’Egidio di povertà, anche nel nostro paese, ne sanno qualcosa, dato che sono tra i pochi che scendono per strada tutti i giorni a fare qualcosa di concreto, in italia e in tutto il mondo. La marcia per la pace (che per inciso si svolge da parecchi anni e ormai in 600 città del mondo) è soltanto un minimo aspetto di questa associazione che non basa certo sulle manifestazioni pubbliche la propria attività.

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