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Congelamento e audit: come si combatte la schiavitù del debito

19 dicembre 2011

Francois Chesnais, che è un professore universitario nonché un attivista sociale, ha scritto un libro, appena tradotto in italiano, che tocca una questione cruciale: il debito pubblico e il diritto all’insolvenza, specificato nel titolo del libro e indicato nel testo come ipotesi politica da percorrere senza esitazione.

Chesanais analizza le tendenze dell’economia contemporanea e individua nella grande finanza e nella liberalizzazione dei mercati il cuore dell’economia globalizzata. Nel corso degli anni, si è permesso alle banche di trasformarsi in conglomerati finanziari e si è operato in modo da favorire il grande capitale con almeno tre strumenti: gli “aiuti” diretti, come il salvataggio delle banche con denaro pubblico; un basso livello di imposizione diretta, con caratteri di sempre minore progressività; una forte evasione fiscale (ad esempio con le delocalizzazioni e i paradisi fiscali)

Con questo meccanismo si è gonfiato il debito pubblico: la mancata imposizione fiscale sui grandi capitali è stata trasformata in richiesta di prestito, con pagamento di interessi: lo stato che rinunciava a prelevare dai grandi capitalisti con lo strumento fiscale, chiedeva a quegli stessi capitalisti il denaro in prestito

L’analisi di Chesnais è ricca e conduce alla proposta di moratoria unilaterale sul debito con contestuale avvio di un procedimento di audit, cioè l’analisi pubblica di come si è formato il debito nel tempo, con la conseguente individuazione del “debito odioso”, che non va rimborsato.

Sarebbe, nell’ottica di Chesnais, un passo necessario nell’ottica di una rifondazione del sistema bancario, che andrebbe nuovamente separato dall’internediazione finanziaria e dalla speculazione, oltre che ricondotto, almeno in buona parte, sotto il controllo pubblico.

In Francia e altri paesi europei, compresa l’Italia, sta prendendo le mosse un movimento per la denuncia del debito pubblico e l’avvio di un processo di audit. E’ una prospettiva che spaventa e che al momento è un tabù per la politica istituzionale, ma l’esperienza greca dimostra che è probabilmente l’unica via possibile, se vogliamo mantenere aperta, nel prossimo futuro, la possibilità di una gestione democratica dei paesi occidentali, al momento sottoposti al controllo diretto o indiretto del sistema finanziario.

La scorsa settimana a Bruxelles si è svolto un seminario sul tema del debito, qui c’è l’istruttiva relazione introduttiva di Maria Lucia Fattorelli.

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