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L’ideologia dell’iniquità

6 dicembre 2011

Il governo Monti

Per avere un’idea di quanto sia socialmente iniqua la manovra appena approvata dal governo italiano, basta pensare al mancato intervento sugli scaglioni e le aliquote Irpef. Il governo dei tecnici non ha osato innalzare le aliquote, né rivedere e ampliare gli scaglioni per i redditi più alti: si resta al 41% da 55mila a 75mila euro e al 43% sopra i 75 mila. Con la riforma fiscale degli anni ’70 e fino al 1982, è bene ricordarlo, l’aliquota più alta era il 72% ed esisteva uno scaglionamento dei redditi più alti ben definito, che permetteva di applicare aliquote ben più alte del tetto attuale. Nel ’74, quando fu introdotta l’Irpef, il 72% si applicava sullo scaglione superiore ai 500 milioni di lire; lo scaglione fra i 150 e i 175 milioni era gravato da un’aliquota del 56%; per quello successivo, fino a 200 milioni, era del 58%…

La riduzione delle imposte sui grandi capitali e gli alti redditi – a proposito, il governo dei professori ha evitato di introdurre anche una patrimoniale, a dispetto dell’emergenza e delle geremiadi sul rischio di fallimento del paese – è uno dei capisaldi dell’ideologia neoliberista e su questo piano non vi è stata alcuna correzione. Quel che è accaduto negli ultimi decenni, in sintesi, è la rinuncia dello stato a prelevare imposte dai più ricchi (disattendendo quindi il principio della progressività fiscale, sancito anche in Costituzione), dai quali sono stati invece presi prestiti (i ricchi hanno risparmiato in imposte e investito in titoli di stato): è anche così che si è formato il debito pubblico.

L’ideologia neoliberista dice che tagliando le imposte ai ricchi, aumentano gli investimenti e con essi l’occupazione: a questa fiaba, ormai priva di fondamento reale (esistono fenomeni chiamati investimento finanziario, speculazione, delocalizzazione), credono pochi adepti, ossia economisti, grandi industriali, banchieri, col supporto tecnico dei grandi media: sono però loro a occupare i posti chiave nel governo e nella società, perciò può accadere, come sta accadendo, che una manovra iniqua, che non intacca e anzi aumenta le diseguaglianze, venga presentata come l’unica possibile, se non – nelle parole degli ultrà che scrivono sui giornali – come la migliore possibile.

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One Comment leave one →
  1. 6 dicembre 2011 23:13

    L’ideologia del Capitale come grande Creditore inaggirabile sovrasta questa destra sobria e iniqua, mentre tutti applaudono, piegati a novanta e ignari della persistente sacralizzazione dei privilegi e socializzazione dei debiti.

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