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La vivisezione, la lotta animalista, l’analfabetismo della politica

19 ottobre 2011

La campagna contro Green-Hill forse si sta avvicinando a un punto di svolta. Nello scorso fine settimana la sede dell’azienda di Montichiari – uno spaventoso allevamento di cani beagle, destinati alla vivisezione – è stata visitata da un gruppo di animalisti, che si sono accampati sul tetto e hanno esibito uno striscione con la richiesta di chiudere il lager. Qui l’articolo del Corriere della sera che racconta l’azione.

La protesta contro Green Hill

Ora la ministra Michela Brambilla annuncia che Green Hill ha i giorni contati: appena sarà recepita un direttiva europea in materia di vivisezione, la multinazionale dovrà chiudere l’attuale canile e trasformarlo – dice la Brambilla – in “normale allevamento”. La Brambilla, che tiene in casa diversi animali e perciò ha fama mediatica di “animalista”, tradisce con queste affermazioni il suo terribile specismo: annuncia la “liberazione” dei beagle, ma non è per nulla turbata dagli allevamenti in quanto tali e nemmeno – a quanto si sa – dalla sistematica oppressione e dal sistematico sterminio al quale sono sottoposti gli animali.

La chiusura di Green Hill, quando avverrà, sarà naturalmente una buona notizia, ma è veramente grave che in materia di diritti animali vi sia in politica un totale analfabetismo: qualcuno – come la Brambilla – si scandalizza per la barbarie della vivisezione, ma tutto finisce lì. Non avanza alcun ragionamento sull’oppressione che ci circonda, sull’indifferenza per la sofferenza e il massacro quotidiano degli animali non umani, non esiste il minimo pensiero sulla stretta connessione esistente fra sessismo, razzismo e specismo.

I più, di fronte a queste osservazioni, concedono un sorrisino e un’alzata di spalle, convinti che vi siano cose ben più importanti da affrontare. Bisognerebbe invece fermarsi e domandarsi se quest’obiezione non sia a più che altro un alibi, che è possibile opporre a qualsiasi fronte di possibile impegno.

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5 commenti leave one →
  1. Federico Barletta permalink
    27 ottobre 2011 16:15

    Mi scusi, Lei dice a proposito della Brambilla……..tradisce con queste affermazioni il suo terribile specismo………..in quanto è contraria agli allevamenti di animali destinati alla sperimentazione animale ma non agli allevamenti di animali destinati al mattatoio.
    Mi permetto di non essere d’accordo su questo parallelo. La Brambilla non può far nulla sugli allevamenti di animali cosidetti da reddito fintantochè l’umanità non deciderà di abbracciare un’alimentazione vegetariana o vegana anche perchè non esiste nessuna legge che glielo impedisca. Quindi io non incolperei la Brambilla che anzi nelle conferenze de “La Coscienza degli Animali” invita proprio gli ascoltatori a non mangiare carne. Questo mio commento non vuole però essere una polemica in quanto sono un animalista convinto e vegetariano.

  2. guadagnucci permalink*
    28 ottobre 2011 18:19

    Sul ministro Brambilla possiamo almeno dire che ci sono vari modi per rendere esplicito – e politicamente attivo – il proprio antispecismo, qualora ci sia. Non è una questione di leggi. Il mondo diventerà più rispettoso degli altri animali se sarà fatto un lavoro culturale e politico forte e consapevole: non tutti diventano “veg” d’istinto. Se la Brambilla nei suoi interventi sulla Coscienza degli animali invita a non consumare animali, me ne rallegro: resta il fatto che la questione animale resta fuori da ogni discorso politico.

    • Federico Barletta permalink
      28 ottobre 2011 19:04

      Premesso che la invito a visionare il sito de “La Coscienza degli Animali” dove troverà gli interventi registrati nelle conferenze precedenti (l’ultima il 2 luglio a Milano), non è propriamente vero che la questione animale è fuori dal contesto politico. In Parlamento c’è “l’intergruppo parlamentare animali” e in 2 anni il parlamento ha approvato la legge 201 apparsa in Gazzetta Ufficiale il 4 dicembre 2010 che cerca di combattere il commercio clandestino e vergognoso di cuccioli di cane e gatto dall’est europa e che in più aggrava le sanzioni pecuniarie e carcerarie della 189. Poi certamente si potrebbe fare molto di più. Ma come in tutte le cose, anche nel parlamento, ci sono i sensibili ed i menefregisti……sia a destra che a sinistra.

      • 4 novembre 2011 14:34

        Signor Barletta, lei ha con il suo commento fortificato se possibile l’opinione del Signor Guadagnucci: la questione animale viene affrontata senza la minima cognizione di causa!
        Combattere il commercio clandestino di cani e gatti significa combattere il commercio CLANDESTINO e poco altro. Non significa affatto ragionare sull’orrore etico di commerciare in vite di esseri senzienti! quindi è quanto mai specista e superficiale come lotta (se poi nella pratica porterà un minimo beneficio ad alcuni individui me ne rallegro in privato ma mi guardo bene dallo sbandierarlo pubblicamente come un successo ne come un gradino necessario verso un cambiamento sociale e culturale vero)
        Quando l’autore di questo blog parla di analfabetismo politico sulla “questione animale” si riferisce esattamente a questo: la confusione totale, l’incapacità di affrontare il tema nella sua complessità da un punto di vista politico e non superficiale, o che fa leva sulla facile emotività (transitoria) della società (quando non è evidentemente solo un giochino per accaparrarsi consensi dei più sprovveduti…)

  3. Federico Barletta permalink
    4 novembre 2011 15:37

    Egregio Sig. Vinti,
    nel suo commento iniziale il Sig. Guadagnucci critica il ministro Brambilla parlando del suo specismo. Mi sono permesso di dirgli che non ero d’accordo su questa sua affermazione in quanto, come ci sono tante persone sensibili alla causa animalista ma la stragrande maggioranza della popolazione se ne frega, la stessa percentuale si conferma anche nei politici italiani. Il mio riferimento alla legge 201 voleva solo essere un esempio ma le garantisco che negli ultimi vent’anni di passi avanti ne sono stati fatti tanti anche se il percorso per arrivare alla totale liberazione animale è ancora lungo e difficile. nel 1991 fu approvata la legge 281 che vietava la soppressione dei randagi (in Spagna ancora non c’è, le famigerate perreras), nel 2004 la legge 189 che colpisce chi maltratta o uccide senza motivo gli animali (purtroppo non quelli destinati all’alimentazione perchè regolamentata da una legge e dall’ignoranza che la carne sia necessaria), nel 2007 a Lisbona gli Stati membri dell’ UE hanno solennemente dichiarato gli animali esseri viventi e senzienti facendo un grosso passo in avanti rispetto a prima quando erano considerati solo res (cioè cose). Dal 2008 è vietata l’introduzione nell’UE di pellicce di cane e gatto e dalla primavera 2010 l’introduzione di pellicce di fochine. In Italia è vietata dall’inizio del 2008 la produzione di patè de foie gras. Siamo solo all’inizio e so benissimo che si potrebbe e dovrebbe fare molto di più ma le assicuro che dobbiamo ringraziare il cielo se in Parlamento c’è una persona come la Brambilla che si batte per il riconoscimento dei diritti degli animali. Magari ce ne fossero di più di politici che la pensano come lei.
    La invito ad ascoltare a questo link: http://www.lacoscienzadeglianimali.it/index.php/gli-interventi/2-luglio-2011/326-milano-2-luglio-2011-intervento-di-michela-vittoria-brambilla, l’intervento del ministro. Mi faccia una cortesia…..lo ascolti veramente.
    La ringrazio per l’attenzione.

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