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Zizek a Wall Street e i beni comuni

10 ottobre 2011

Non sono moltissimi che meritano davvero d’essere seguiti. Non sono moltissimi perché in questa lunga stagione del “pensiero unico” ha generato un’enorme massa di conformisti, sia nell’accademia, sia fuori dell’accademia. E tuttavia le voci meritevoli d’essere ascoltate, e ascoltate con grande attenzione, ci sono eccome. magari non è facile intercettarle (certo non in televisione…).

Fra questi personaggi di rango, che non si lasciano impressionare dalle attese del “pubblico”né dalla sensazione di declamare al vento, c’è senz’altro il filosofo sloveno

Slavoj Zizek

, che in Italia a volte si riesce a leggere grazie a Internazionale e a  qualche quotidiano che occasionalmente riprende i suoi interventi. Poi, ovviamente, ci sono i libri che vengono via via tradotti.

Nella vulgata corrente, Zizek è considerato un comunista, non nel senso di B., ovviamente, ma in un senso più ampio e più vicino al comunismo classico. In realtà questa classificazione è fuorviante e Zizek non è affatto un nostalgico del regime ex sovietico, anche quando fa notare quali e quanti disastri siano seguiti alla caduta del Muro di Berlino.

Zizek è un critico assai acuto della società contemporanea e tratta come pochi la dimensione del potere, che molti intellettuali che si credono progressisti tendono invece a eludere. Ad ogni modo, Zizek è stato a New York e ha parlato davanti ai manifestanti di “Occupy Wall Street”. Il sito Democrazia Km0 ha tradotto il testo, che si trova a questo link.

In un passaggio Zizek dice che “il comunismo ha fallito assolutamente. Ma i problemi dei beni comuni sono qui”. Appunto.

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3 commenti leave one →
  1. Maurizio Acerbo permalink
    10 ottobre 2011 19:44

    caro Guadagnucci, non è “la vulgata” a definire Zizek comunista. Quella di comunista è l’autodefinizione che Zizek dà di se stesso nei suoi numerosissimi testi e interventi. Proprio per i prossimi giorni a New York ha organizzato con Alain Badiou una tre giorni dal titolo “Communism: a new beginning”. Si tratta della prosecuzione del convegno londinese del 2009 i cui atti sono raccolti nel volume “L’idea di comunismo” (Deriveapprodi). Mi sembra un pò “fuorviante” equiparare comunista con “nostalgico del regime ex sovietico”.

    • guadagnucci permalink*
      11 ottobre 2011 07:03

      Giusta precisazione. Mi sono espresso male: intendevo dire che Zizek viene sovente presentato come un folcloristico “nostalgico” proprio perché si dichiara comunista. In realtà si tratta di un intellettuale di grande valore e che spiazza per il suo eclettismo – si muove con disinvoltura fra psicoanalisi, filosofia politica, critica dell’attualità; commenta con grande acume la cinematografia internazionale etc. – insomma mette in crisi i canoni della cultura (anche della cultura politica) corrente. Perciò si cerca di etichettarlo come eccentrico, anzinché confrontarsi con la sua forte critica al sistema.

  2. Marsnotheplanet permalink
    11 ottobre 2011 15:48

    Fa strano leggere di Zizek in un blog dove si parla di diritti dei viventi, vegani e quant’altro. Infatti il suo intervento demagogico a Wall Street non ha nulla a che vedere coi suoi libri, dove, tra battute e provocazioni anche molto divertenti, predica un oscuro socialismo autoritario ed anti-umanistico, ed esalta l’azione violenta come unico spazio di libertà. Non credo che l’autore del blog apprezzerebbe. Comunque, l’evidente opportunismo di Zizek dà i brividi ben più delle sue libresche spacconerie.

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