Skip to content

Il Pd prigioniero del neoliberismo

6 ottobre 2011

La principale, e la più autentica, linea di demarcazione fra destra e sinistra, fra conservazione degli attuali (iniqui) assetti sociali e aspirazione a una maggiore eguaglianza fra le persone (ma anche fra ideologia della crescita e accettazione dei limiti fisici  della biosfera), passa per la considerazione che si ha del modo con il quale le maggiori istituzioni sovranazionali stanno gestendo la “crisi economica”. La linea di frattura è insomma l’opinione che si ha circa l’ideologia neoliberista che ha governato le menti e il mondo nell’ultimo trentennio.

Alcuni dirigenti del Pd

Un’utile cartina al tornasole, per capire come stanno le cose nella prospettiva italiana, è la lettera che la Bce ha inviato ad agosto al nostro governo. La manovra varata dal consiglio dei ministri ha recepito alcuni dei punti indicati nel documento, ne ha messi fra parentesi altri, ma ha ritenuto legittime quelle richieste, improntate alla logica tipica delle istituzioni che governano la globalizzazione neoliberista: tagli alla spesa pubblica; privatizzazione e vendita del patrimonio pubblico; riduzione del ruolo dello stato nell’economia e come erogatore dei servizi.

L’altro giorno la lettera della Bce è stato uno dei temi di discussione durante la riunione della Direzione del Pd, il principale partito di opposizione. Il responsabile del settore Economia, Fassina, si è fatto coraggio e ha detto qualcosa di sinistra, cioè che il diktat della Banca europea pone un generale problema di democrazia, vista la soggezione dei governi nazionali, e che il suo contenuto è “iniquo e irrealistico”.

Il Pd sta dunque avviandosi verso una via d’uscita diversa dal destino segnato dalla “troika” che sta spolpando la Grecia? No, purtroppo no. Fassina è stato zittito da esponenti di primo piano del parito come Enrico Letta e lo stesso segretario Bersani si è affrettato a specificare che la lettera della Bce è condivisibile e che la Banca di Francoforte sta svolgendo un ruolo di supplenaza dovuto alle gravi carenze del governo italiano.

Dunque il Pd resta lungo il solco del neoliberismo imperante, per quanto fallimentare, e resta al di qua della linea di demarcazione di cui si diceva.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: