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Inutili economisti

25 agosto 2011

Quel che rende davvero inascoltabili i notiziari, e pressoché illeggibili le cronache sulla crisi economica globale in atto, è il continuo ricorso al parere dei cosiddetti esperti, regolarmente economisti delle più varie università. Ai radiogiornali Rai se ne alternano quattro-cinque, ma sono praticamente indistinguibili uno dall’altro. Anche le analisi – più lunghe e più ponderate – che si leggono sui quotidiani sono pressoché identiche. Si parla di misure per contenere il debito, di interventi per rilanciare la crescita e via così, senza affrontare alcuna questione di fondo.

Proteste in Grecia

Ad esempio, quando si parla di alimentare la crescita di che si parla? Che cosa si vuole vendere e a chi? Chi dovrebbe produrlo? E il debito pubblico in che modo può essere ridotto? Forse impoverendo la popolazione, dismettendo il patrimonio pubblico? In Grecia, dopo le drastiche “misure” imposte da Europa e Fondo Monetario, il debito è cresciuto…

Anche i giornalisti, va detto, contribuiscono a quest’assenza di informazione e di analisi, non riuscendo mai a porre domande vere, ad esempio quelle appena dette. Non c’è purtroppo da stupirsi, visto che l’ideologia neoliberista domina incontrastata da qualche decennio nelle università e sui maggiori media.

Gli unici squarci d’informazione e di analisi autentica vengono da irregolari di varia formazione o da attivisti che si muovono – anche mentalmente – in libertà: si tratta di un pugno di persone, da Luciano Gallino a Tonino Perna, da Guido Viale a Francuccio Gesualdi. Queste voci non esistono per radio e tv mainstream e solo Gallino ha accesso a qualche giornale che va per la maggiore (Repubblica), altrimenti per leggere e capire qualcosa di quel che sta davvero avvenendo, occorre scegliere bene gli strumenti d’informazione: in questo momento il Manifesto (Viale, Perna), a volte Liberazione, saltuariamente il Fatto Quotidiano, regolarmente Altreconomia e siti come Democrazia Km Zero, Carta, Sbilanciamoci.

Affrontare una fase di cambiamento di grandi proporzioni, senza una vera discussione pubblica, senza un autentico confronto di idee alternative, è davvero una tragedia e non porterà niente di buono.

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One Comment leave one →
  1. 4 settembre 2011 15:57

    Non fa una grinza. Se pensate che non c’è traccia sulla stampa della proposte della manovra di Sbilanciamoci possiamo dire che il cervello è al pascolo

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